Julio Cesar: «Paro bene, è il mio mestiere»

31 marzo 2009
Interviste
In edicola oggi sulla Gazzetta dello Sport un esclusivo paragone tra Julio Cesar e Buffon, per definire chi è effettivamente il miglior portiere del mondo. JulioCesarFans.com pubblica in esclusiva l'intero articolo

 
 
 
Julio: «Paro bene, è il mio mestiere»

 
Nemmeno i giornalisti brasiliani più esperti ricordano un portiere della Seleçao migliore di Julio Cesar. Correttamente sottolineano che l’interista deve ancora alzare al cielo qualche trofeo, perché il calcio è competizione prima che spettacolo, e dunque il campione non può limitarsi a incantare, deve anche vincere: ma se la Seleçao di Dunga riuscirà a portare a casa dal Sud Africa un’altra coppa del mondo, Julio verrà certamente proclamato il più grande portiere brasiliano della storia, spodestando Taffarel, Felix e Gilmar, che oggi si dividono le opinioni di chi ha visto tutto, o almeno tanto. C’è un po’ di mal di pancia nel dover ammettere che oggi il miglior prodotto del Paese dei giocolieri sia un portiere, e quando — con assoluta perfidia— definiamo Messi e Julio Cesar i pilastri paralleli di Argentina e Brasile la prima reazione è di ribellione. Poi, però, la forza dei fatti li costringe alla resa: benvenuti sulla nostra terra, amici brasiliani, da noi Zoff e Buffon sono padri della patria. «Mi mettono lì per questo— bofonchia Julio con una voce piena di sonno, il volo notturno dall’Ecuador è atterrato a Porto Alegre alle 10 del mattino —, devo parare e lo sto facendo bene».
Ormai la considerazione che il migliore del mondo sia lei sta diventando unanime. E’ un primato a cui tiene molto?
«No. Chiaramente fa piacere sentirselo dire,ma non ci muoio dietro anche perché si tratta di un primato relativo: non esiste un migliore in assoluto, esiste un gruppetto di portieri, del quale faccio parte, che a seconda dello stato di forma o delle partite che gioca esprime il numero uno del momento. Una settimana, un mese, poi tocca a un altro».
In effetti la partita contro l’Ecuador non sembrava un’occasione per mettersi così in mostra.
«Invece io la temevo, perché l’altura cambia molte carte in tavola e loro sono famosi per l’orgoglio che li spinge nelle gare casalinghe. Hanno giocato una partita fantastica, ho subito un vero bombardamento, il numero 11 (Benitez, ndr) era un incubo, me lo vedevo sbucare da tutte le parti».
Qual è stata la più difficile delle molte belle parate di Quito(guarda il video)? Noi ne abbiamo contate tre mostruose e almeno altre quattro importanti.
«Paradossalmente, quella che non è bastata a evitare il gol. Ho ribattuto d’istinto la deviazione nell’area piccola del numero 11, purtroppo uno dei loro è stato fulmineo nel raccogliere la respinta e metterla dentro. Ho avvertito il sapore della beffa dopo tutto quello che ero riuscito a prendere sino al 44’ del secondo tempo; ma in tutta onestà è dura sostenere che l’Ecuador non abbia meritato almeno il pareggio. Non sono stati così bravi soltanto grazie all’altura».

Chi è il più forte? «Gigi è stato raggiunto»
 
Che Julio Cesar abbia fatto dei progressi enormi da quando gioca nell’Inter è sotto gli occhi di tutti. Ma questi progressi dove lo hanno portato nelle gerarchie mondiali del ruolo? E’ possibile, cioè, accostarlo a Sua Altezza
Buffon oppure fa ancora parte della corte? Lo abbiamo chiesto a grandi specialisti di ieri. Pagliuca Partiamo da un ex nerazzurro,Gianluca Pagliuca. «Ho piacere che l’Inter stia filando verso lo scudetto anche grazie alle parate
di Julio Cesar. Da qualche tempo gira tra gli appassionati il quesito: più forte lui, più forte Buffon... In assoluto Gigi è certamente il meglio che c’è, Julio però gli è arrivato al fianco: i due sono lì. Occorre ricordare che lo juventino è reduce da un lungo infortunio e per tornare al top ha avuto bisogno di un po’ di tempo. Invece Julio Cesar sta esprimendo continuità ad alto livello da mesi, tolto quell’errore col Torino, che lui stesse si rimproverò, sta facendo prodezze in serie ed è assai affidabile. Da quando lo seguo il suo rendimento non ha mai accusato picchi negativi
e i miracoli cominciano ad essere tanti».
Peruzzi Angelo Peruzzi è un doppio ex, ha vestito la maglia nerazzurra e ha preceduto Buffon in bianconero. «Il ruolo del portiere va a periodi, lo stato di forma va a momenti, direi. Quindi risulta sempre complicato fare paragoni. Di sicuro Julio Cesar è entrato nel lotto dei più bravi, con Frey e Casillas. L’interista ha avuto più occasioni per mettersi in luce, Gigi nella prima parte non ha giocato».
Tacconi Bandiera bianconera degli anni Ottanta, Stefano Tacconi va controcorrente. «Inserisco Julio Cesar al quarto posto della mia classifica europea, dopo Buffon, Frey e Casillas e prima di Cech. C’è da dire che l’interista è in ascesa mentre Gigi va giudicato per la seconda parte di stagione. Julio ha capito cosa deve fare un portiere
nel nostro torneo e può senz’altro arrivare ad altezza Buffon in breve tempo. Anche l’altro brasiliano, Doni, che all’inizio non mi faceva impazzire, ha imparato tanto dal nostro torneo».
Zoff Infine il mito Dino Zoff. «Se devo esaminare il rendimento di questa stagione, Julio Cesar è più che alla pari di Buffon: sta facendo ottime cose laddove il bianconero è appena tornato alla ribalta. In assoluto a me piacciono pure Van der Sar, Casillas e Cech».
 
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