Julio Cesar: "Vogliamo sentire l'urlo di San Siro"16 maggio 2009 |
In edicola oggi nella Gazzetta dello Sport un interessante intervista al portiere dell'Inter Julio Cesar. JulioCesarFans.com vi propone in esclusiva la versione integrale dell'intervista
Il portiere dell’Inter: «Bello sentirsi dire da Gigi che ora sono io il più forte del mondo,però quello che conta davvero è avere sempre qualcosa da festeggiare a fine anno» [Continua...] ![]() Un po’di vuoto nello stomaco «tipo quando si decolla in aereo» e via, che passa la paura: domani sera Julio Cesar guarderà San Siro pieno pieno («E speriamo che ci spinga dal primo minuto») e andrà in campo così, con quel leggero svolazzare di farfalle nello stomaco che aveva ai suoi primi giorni di scuola italiana sui banchi del Chievo Verona. Durerà poco, perché in fondo non ci ha messo tanto neanche a diventare,da apprendista portiere dell’Inter, il portiere più forte del mondo. Anche se lui preferisce un altro titolo, Mister Scudetto: da quando è all’Inter non ha fatto altro che vincerne.
Quattro di fila: l’avrebbe mai detto, ai tempi del Chievo? «Primo: questo dobbiamo ancora vincerlo e se non le dispiace faccio gli scongiuri. Secondo: a quei tempi pensavo solo a farmi conoscere, non a quanto avrei vinto. Ci ho pensato dopo e mi sono detto: è bello che sia arrivato il momento dell’Inter proprio quando sono arrivato io». Si può dire di uno scudetto che è più bello di un altro? «Quello dell’anno scorso è stato molto più sofferto, ma io dico che prima si vince e meglio è». Invece dire che questa è stata la miglior stagione della sua carriera è superfluo, giusto? «Preferisco dire che ogni anno ho fatto un po’ meglio di quello prima, perché credo che l’anno migliore sia sempre quello che verrà. Arrivare è difficile, confermarsi di più, perché se pari "da Julio Cesar" e poi prendi un gol così così, è dura che te lo perdonino. Le responsabilità aumentano e tu devi aumentare tutto: impegno, lavoro, concentrazione. Tutto». C’è stato un giorno, un momento in cui si è detto: Julio, ce l’hai fatta? «Ce l’ho fatta solo a diventare più regolare, perché la perfezione non esiste e la cosa chemi carica davvero è continuare comunque a cercarla. Di sicuro mi è servito ogni errore che ho fatto, perché non ne ricordo uno che non abbia messo alle spalle dicendo a me stesso: non deve succedere più». E il giorno che ha sentito questa frase — adesso è Julio Cesar il più forte delmondo—detta da Buffon? «E’ stato bello, e la sera di Juve-Inter gli ho detto grazie. Però, sarò sincero: per me il massimo, il vero massimo, è arrivare a fine anno e avere qualcosa da festeggiare». Ma lei, oggi, crede di essere il numero uno al mondo o no? «Io non mi sento superiore a nessuno, però neanche inferiore. Mi hanno insegnato una cosa: ogni portiere ha i suoi momenti e quando è il tuo devi cercare di approfittarne al massimo. Io ci sto provando». Una cosa che le ha detto Mourinho, per aiutarla a migliorare? «"Ogni giorno puoi fare qualcosa per convincermi a farti giocare. E devi convincermi tutti i giorni"». E il suo preparatore Silvino? «Mi ha insegnato la concentrazione, anche nelle cose più piccole. E per non rilassarsi mai è importante avere addosso un "martello" come lui». Certe sue parate di quest’anno sono state pesanti come gol: il suo «gol scudetto»? «Sa cosa le dico? Per un portiere non c’è tutta questa differenza fra una parata difficile e una facile: se a fine partita il pallone non è entrato, sei felice allo stesso modo. Provo a dirne tre: contro Mutu a San Siro, a Bologna nel finale su Di Vaio e nel derby di ritorno su Inzaghi». Il gol che sua moglie Susana le segna sempre? E i suoi figli Cauet e Giulia? «Quando si parla di ristrutturazione della casa, quello che Susana dice si fa. Cauet voleva tagliarsi i capelli come Kakà: accontentato. E quando Giulia vuole dormire con me, non riesco mai a dirle no». L’attaccante che vorrebbe sempre evitare? «Lucarelli mi ha sempre creato un sacco di problemi». E Milito? «Meglio averlo come compagno di squadra che doverlo evitare. Cosa mi piace di lui? Che fa gol,non basta?». Ibrahimovic quest’anno ha fatto un sacco di gol: potrebbero non bastare per restare all’Inter? «Ma lui (e ride forte) ha un contratto,lo deve rispettare...». E il suo contratto? «Scade nel 2012 e non so di offerte di altri club: il mio procuratore ha già parlato con l’Inter, Moratti ha detto che a fine campionato ci parleremo io e lui». Per dirvi a vicenda che Julio Cesar resterà all’Inter a vita?
«Magari per dirci che resterò per due anni in più, perché io nel 2014 smetto e torno in Brasile». Detto da lei che nell’Inter è il suo amico più caro, di sicuro più vero: si poteva fare di più per Adriano? «Preferisco pensare, e dire, che sono contento per lui: perché adesso è felice e perché farà tanti gol per il Flamengo, che è la mia ex squadra. E comunque spero ancora di convincerlo a prendere un aereo e venire a fare festa con noi». L’Inter non ha un rigore contro da 47 partite di campionato: quanto le manca provare a pararne uno? «Neanche un po’, va benissimo così». Se domani sera, sul 3-0 all’80’, c’è una punizione dal limite per l’Inter, chiede di tirarla lei? «No, perché sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti del portiere avversario:mi accontenterò di continuare a tirarle in allenamento». Ma lei, a tre mesi dalla fine del campionato, avrebbe avuto il coraggio di dire che Milan e Juve avrebbero vinto «zero titoli»? «Vi è piaciuta, vero? Ma Mourinho è così, lo fa anche per proteggere noi. Io? No, non lo avrei detto: sono uno che parla poco...». E Milan e Juve invece hanno parlato troppo? «Ma no, è normale così: nel calcio parlano tutti e in fondo è anche il bello del calcio. Però non come vincere uno scudetto,eh?». |


In edicola oggi nella Gazzetta dello Sport un interessante intervista al portiere dell'Inter Julio Cesar. 
