 Si avvicina la super sfida di domenica Inter - Napoli e oltre alla sfida delle due squadre vi è anche la sfida tra due grandi portieri: Julio Cesar e Iezzo
Ventinove anni il brasiliano, trentacinque il napoletano di Castellammare di Stabia. La solarità di Julio Cesar contro la razionalità di Gennaro Iezzo. Domenica prossima saranno l'uno di fronte all'altro (tutto il campo per lo mezzo) in una sfida che per Inter e Napoli sarà avvincente. La prima in classifica contro la terza, per i due portieri conterà soltanto continuare a prendere pochi gol, così come è andata finora. Dieci ne ha presi Iezzo in altrettante partite giocate; sette il numero uno neroazzurro in tredici gare. Iezzo- Julio Cesar, c'è chi li ha conosciuti bene entrambi e assicura: bravi, ma diversi. Profondamente diversi.
CARATTERI DIVERSI - Il brasiliano in allenamento: istintivo, solare, sempre con lo scherzo pronto; il partenopeo: equilibrato, di poche parole, sempre concentrato. Quando Mancini volle il brasiliano all'Inter e lo parcheggiò al Chievo, incaricò il preparatore dei portieri, all'epoca Bordon, di informarsi. E successe che Febbrari (oggi preparatore atletico del Napoli, all'epoca proprio del Chievo)si trovò a fargli un rapportino. Positivo, ovviamente. Sebbene nella società veronese, Julio Cesar, avesse giocato solo in allenamento.
Tecnica individuale, un portiere dai piedi buoni, che calcia come un attaccante. Gennaro Iezzo, all'epoca, era a Cagliari. A prepararlo sempre Nico Facciolo, che lo segue al Napoli. Domenica vivrà la sua sfida a distanza con il brasiliano e lunedì sarà protagonista all'Università di Napoli. Verrà investito della prestigiosa qualifica di ambasciatore dell'Etica sportiva, titolo che viene assegnato dal Movimento per l'Etica e la Cultura dello Sport agli atleti che si sono particolarmente distinti per comportamenti all'insegna del fair play. Sarà premiato da Pino Taglialatela e la scelta è caduta su di lui proprio perchè a giudizio degli organizzatori - la Luiss di Roma, lo Sportclub magazine e la Sporform - si è sempre contraddistnto sia in campo che fuori per il fair play, l'equilibrio e la razionalità. Sale in cattedra, dunque, Iezzo. All'indomani di una sfida contro il nazionale brasiliano che dai suoi è chiamato «l'acchiappasogni» ed è il principe del fair play. Comunque vada, sarà un confronto tra due grandi esempi di correttezza.
Si ringrazia il Corriere del Mezzogiorno
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